Partenza del progetto EnviRad 2017/18

Salve a tutti,

come già il prof. Ortenzia vi ha informato passando nelle classi, stiamo raccogliendo le iscrizioni all’edizione 2017/18 del progetto Envirad (XIII edizione). Quest’anno l’adesione prevede la sottoscrizione di un modulo (scaricabile nella sezione modulistica) e di una registrazione on line dal sito eLearning sul portale del ns Liceo (questa iscrizione serve per avere una modalità veloce e diretta di comunicazione per eventuali cambi di programma dell’ultimo momento). Comunque, anche le modalità d’iscrizione sono dettagliate nel relativo documento presente nel menu del blog. Le iscrizioni si chiuderanno a fine settimana per cui prego gli interessati di effettuare l’adesione.

Buon anno scolastico

prof. Ciro Chiaiese

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PROGETTO ENVIRAD

La prima edizione nasce nel 2003/04, da una collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli promossa dal prof. R. Ortenzia, con lo scopo di creare, tramite le scuole del territorio, una rete di informazione e monitoraggio sull’inquinamento da gas Radon. Negli anni, andando oltre gli scopi iniziali, il progetto realizzato nel Salvemini ha ampliato i suoi obiettivi mirando anche ad integrare il curricolo su elementi di Fisica Moderna.

Ci si propone di avvicinare gli studenti delle classi terminali (quinte e quarte), particolarmente motivati ad approfondire le tematiche scientifiche e l’approccio sperimentale, mediante una partecipazione diretta ed attiva che  consenta  loro di vivere e riprodurre tutte le fasi di un lavoro di ricerca (studio della problematica, pianificazione della campagna di misura, raccolta, analisi e validazione degli stessi, elaborazione statistica e restituzione cartografica dei risultati dell’indagine, predisposizione di una pubblicazione  cartacea e/o multimediale).

Il progetto prevede, dopo un’adeguata preparazione e con la necessaria progressione, un sistematico monitoraggio su tutto il territorio della Penisola Sorrentina, della radioattività  indoor e cosmica, utilizzando un contatore geiger.

Contatore geiger

Questi dati, dopo una validazione, potranno essere inseriti in un database accessibile via rete. Per quanto riguarda più specificatamente il Radon, si procederà ad un ulteriore monitoraggio dei locali della scuola e delle abitazioni degli alunni.

Questa indagine su larga scala è iniziata gli scorsi anni, ed  è stata possibile realizzarla grazie alla concessione gratuita di 500 rilevatori passivi RL 115 e dei dosimetri Gamma  a termoluminescenza.

Si è poi voluto estendere le misure anche alle onde elettromagnetiche emesse da elettrodotti, antenne televisive ed altro.

Questa ricerca sul campo, di fatto conclusa negli anni scorsi, è riproposta illustrandone le fasi e le modalità con cui è stata condotta (ma sarà ancora possibile, su disponibilità del dip. di Fisica della Federico II, riproporre parzialmente un rilevamento dati sul territorio), e sarà accompagnata da un serie di lezioni sulle radiazioni ionizzanti e su alcune tematiche di Fisica Moderna, con l’ausilio e l’intervento di docenti universitari.

E’ prevista, infine, una visita ai laboratori di biofisica presso il dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II”, presso il complesso universitario di Monte S. Angelo in Napoli.

PREMESSE GENERALI ENVIRAD

Nell’ambito delle attività di Educazione alla Salute e di Educazione Ambientale, tematiche strettamente correlate fra loro, si è individuata un’area di ricerca e di approfondimento che è risultata essere comune rispetto alle tematiche suddette. Il progetto è infatti per metà inerente all’ambiente specifico della Penisola Sorrentina ed alle sue caratteristiche geologiche che ne fanno un’area con una presumibilmente apprezzabile presenza di radon nel sottosuolo; per l’altra metà è anche di specifica pertinenza dell’Educazione alla Salute, nel senso più stretto, ovvero medico e clinico (infatti il gas radon è al secondo posto, dopo il fumo, tra le cause per l’insorgenza di tumori al polmone).
Infatti, i danni e le patologie causati dal radon all’organismo umano, specie quando le concentrazioni in ambienti chiusi superano certi valori, sono sicuramente gravi; inoltre il radon, che è il prodotto del decadimento radioattivo di radioisotopi di origine naturale, è un nemico invisibile la cui esistenza è per lo più sconosciuta alla maggior parte degli abitanti nelle zone interessate al fenomeno.
Per tali motivi è apparso, dunque, naturale cogliere l’opportunità di ripresentare il progetto ENVIRAD che si potrà avvalere, come in passato, di un gruppo di docenti del Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” continuando un’attività di ricerca e di studio sul fenomeno in oggetto finalizzata all’adozione di semplici comportamenti di tutela dal rischio radon; ciò risulta essere una forma di prevenzione dell’insorgere, nel tempo, di patologie correlate all’inalazione del gas con gravissimi rischi per la salute e la sopravvivenza stessa degli individui esposti.

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Concentrazione del gas radon nella Penisola Italica

Infatti la Campania (e la Penisola Sorrentina in particolare) è una regione in cui, i livelli di radioattività sono particolarmente alti, in quanto sia il suolo che i materiali utilizzati per l’edilizia per la loro origine vulcanica, contengono elevate quantità di Uranio e Potassio; quindi sono potenzialmente sorgenti attive di gas Radon e di radiazioni gamma dirette.

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Come il radon entra negli ambienti chiusi

E’, inoltre, evidente che gli edifici a comunità come le strutture scolastiche, devono essere monitorate al fine di individuare concentrazioni eccessive di tale gas, in quanto insegnanti e alunni vi trascorrono molte ore della giornata; queste ore, sommate al tempo trascorso in casa o in altri luoghi chiusi, portano spesso a trascorrere in condizioni di esposizione al radon, anche il 90% della giornata.
Ma il radon può anche essere un gas utile all’uomo: gli stress meccanici e le fratture subite dalle rocce, infatti, favoriscono la fuoriuscita del gas emanato, che permea i pori dei materiali che costituiscono la crosta terrestre; la quantità di radon misurato nei siti opportuni, può essere utilizzata come marker dell’attività tettonica di varia origine. Molti studi condotti sull’emanazione del radon nei suoli, hanno dimostrato che le variazioni locali e temporali della concentrazione riflettono variazioni dell’attività sismica e/o vulcanica e sono state altresì correlate, direttamente a terremoti verificatisi nelle aree circostanti.
Perciò, il radon e la sua misura costituiscono un argomento che investe più discipline e che, partendo da risultati sperimentali simili, affrontano problematiche tra le più diverse, da quelle socio-sanitarie a quelle ambientali-industriali.

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Relazione tra gas radon e attività sismica